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Scrivere la tesi
Come scrivere la propria tesi di laurea

Tratto da "Impariamo l'Italiano", di Expert System ©1997-1999 Expert System

La discussione

La discussione della tesi di laurea oggigiorno dura dai dieci ai quindici minuti.

Sicuramente i tempi di discussione sono molto più snelli di quelli dei dottorandi in medicina dell'Università di Montpellier del sedicesimo secolo, citati dall'autore di Magus. Eppure dietro quei dieci minuti si nasconde un lavoro di redazione di durata variabile da qualche mese ad un anno. I tempi dipendono naturalmente dall'argomento della tesi, dalla complessità della materia e dalle difficoltà di reperimento del materiale contenuto in essa.

Sono tantissimi gli studenti che entrano in crisi in periodo di tesi. La sensazione di abbandono tipica del mondo universitario italiano, viene accentuata durante la composizione della tesi, a meno che non si abbia la fortuna di essersi affidato ad un professore disponibile e presente. Ma il caso tipico è piuttosto quello di professori che si danno alla latitanza e per gli studenti disperati, un'alternativa valida al rapimento allo scopo di estorsione di consigli, è quella di sfruttare i nuovi veicoli dell'informazione in rete. Navigando su Internet, infatti, si trovano spesso forum di discussione in cui si riuniscono studenti che si imbattono in problematiche simili nella preparazione della tesi e che possono quindi confrontarsi proficuamente su questioni concrete.

L'impegno speso per terminare la tesi è spesso dimostrato dalle facce agonizzanti dei laureandi prima di presentarsi alla commissione: sono soltanto dieci minuti, ma decisivi della valutazione di mesi di fatiche erculee.
Ma, in fondo, perché serve una tesi quando si sono già terminati tutti gli esami? Non sono già di per sé una dimostrazione più che sufficiente del lavoro preparato ed esaminato durante il corso universitario? No, perché la tesi, comunque, è una dissertazione scritta volta a dimostrare di essere in grado di svolgere una ricerca originale su tematiche inerenti il proprio corso di studi e di essere capaci di esporre opportunamente i risultati.

Nella composizione dell'elaborato lo studente sarà affiancato da un docente, che assume il ruolo di relatore della tesi. Sarà lui a firmare per approvazione la tesi e presentarla alla Commissione di Laurea, dopo aver verificato che si tratti di un elaborato originale al quale il laureando abbia effettivamente partecipato nei contenuti, commenti critici, considerazioni, conclusioni, ecc...

In sostanza, la tesi rappresenta la valutazione di tre elementi:

  • l'intera carriera accademica,
  • la qualità del lavoro della tesi,
  • la qualità della presentazione della stessa.

La qualità dell'intera carriera accademica è riassunta nella media dei voti conseguiti nelle annualità superate dal candidato, il quale dovrà quindi provare d'avere frequentato il rispettivo corso di studi per il numero di anni prescritto, di aver superato tutti gli esami di profitto contemplati per legge e di aver pagato tutte le tasse e contributi. La qualità del lavoro di tesi è valutata in base alla difficoltà e alla natura dell'argomento trattato e al tipo di tesi. Sempre la natura dell'argomento svolto, unita alla padronanza della materia dimostrata nell'esposizione, la precisione e la prontezza nelle delucidazioni richieste dalla Commissione, la professionalità orale e grafica dimostrate nell'esporre la tesi, vanno invece a formare il giudizio relativo alla qualità della presentazione.

Tutti questi giudizi si traducono in un voto espresso in centodecimi da un minimo di 66/110 ad un massimo di 110/110 e lode. Ogni membro della Commisione dispone di dieci punti e il voto di semplice idoneità è dato da una votazione di 6/10. La lode deve essere deliberata all'unanimità.

Tipi di tesi di laurea

Tesi di ricerca

La tesi di ricerca è basata sulla realizzazione di un progetto innovativo, teorico o pratico, o sull'analisi di dati ottenuti sperimentalmente, attraverso un contributo attivo del laureando. Difficile delineare la scelta ottimale dei contenuti da inserire in questo tipo di tesi: possono essere nuovi temi quanto contenuti usuali affrontati in maniera originale, attraverso l'utilizzo di nuove metodologie.

Tesi di compilazione

Questo tipo di tesi affronta un tema inerente al proprio corso di studi e si propone di analizzarlo tramite una rassegna approfondita e aggiornata delle pubblicazioni esistenti in materia.

Scelta dell'argomento

Nella scelta dell'argomento da approfondire vanno soppesati due aspetti: gli interessi personali e l'attinenza con il proprio corso di studi, entrambi rapportati al tempo a disposizione.
Una tesi di tipo divulgativo, che affronta quindi tematiche già note e che comporta un ridotto impegno temporale, sarà scelta ad esempio da quegli studenti che intendono confermare semplicemente la propria media curricolare e comporterà un impegno temporale ridotto rispetto ad altri tipi di tesi.
L'argomento scelto, come direttiva generale, riguarderà una disciplina di cui è stato seguito almeno un corso ed è stato superato il relativo esame.
Un breviario di regole importanti cui attenersi nella scelta dell'argomento, è il seguente:

  • Evitare argomenti troppo estesi per i quali il rischio d'incompletezza è assicurato, sempre che non si abbia molto tempo a disposizione. Con un argomento piuttosto esteso è comunque necessario possedere la capacità di svolgere ricerche interdisciplinari e di compiere il giusto mix tra nozioni estese e specifiche. Altrimenti si rischia di annoiare la commissione con argomenti già perfettamente noti, mentre la tesi dovrebbe comunque rappresentare una sorta di valore aggiunto.
  • Il rischio contrario è quello di scegliere argomenti troppo circoscritti o troppo innovativi, per i quali le fonti sono scarse e i risultati striminziti. Il materiale su cui lavorare sarebbe probabilmente insufficiente e si finirebbe per presentare una tesi più corta e noiosa di una lista della spesa, con tutte le buone intenzioni di partenza...
  • Evitare argomenti troppo sfruttati: il risultato sarebbe banale e ripetitivo. Meglio tematiche nuove, dunque, ma che si ricolleghino comunque alla preparazione complessiva acquisita, della quale rappresentano in un certo senso la sintesi.
  • Evitare argomenti le cui fonti sono principalmente disponibili in lingue straniere di cui non si è a conoscenza e la documentazione più significativa non è tradotta in italiano.

Ma chi saranno i giudici implacabili del vostro operato?
Innanzi tutto il proprio relatore e correlatore, ma se i contenuti sono buoni e gli argomenti validi e ben trattati, probabilmente la tesi potrà essere consultata in un secondo momento da altri studenti e docenti. Il proprio relatore potrebbe anche proporre di pubblicare un articolo, su riviste specializzate, che affronti in forma ampliata alcuni argomenti della tesi.

Ma chi è il relatore? Tutti i Docenti degli insegnamenti ufficiali attivati nella facoltà possono esserlo, mentre se il relatore non insegna una disciplina afferente alla Facoltà, di norma il correlatore dovrà essere un docente di disciplina a statuto nella Facoltà. Della scelta del correlatore verranno tempestivamente informati, oltre allo stesso correlatore, il relatore e lo studente. Relatore e correlatore seguiranno lo svolgimento della tesi dall'inizio.

Le fasi nella preparazione della tesi

La prima tappa è sicuramente quella dello smarrimento. Non è "obbligatoria per legge" ma accomuna la quasi totalità dei futuri laureati.
Le fasi "successive" sono:

  • La ricerca del materiale (le fonti, la ricerca bibliografica, la schedatura del materiale, le schede di lettura);
  • La stesura del testo (impaginazione, le parti che compongono la tesi);
  • La sezione "Bibliografia" (elementi che la compongono);
La ricerca del materiale

La ricerca del materiale avrà inizio una volta definito, in accordo con il docente, il titolo provvisorio. Si comincerà con il recuperare tutte le fonti possibili sull'argomento, classificarle, ampliarle e sviluppare una bibliografia provvisoria. Questa sarà particolarmente consistente nelle tesi di compilazione, ma anche quelle di ricerca saranno dotate di bibliografia, seppure minima. Per le fonti bisognerà ingegnarsi e pensare a tutti i luoghi utili al loro reperimento.

LE FONTI

  • Fonti dirette (o primarie): documenti originali, di prima mano, scritti oppure orali, magari sotto forma di interviste, o di registrazioni visive o radiofoniche. Sono le fonti di reperimento più difficile, ma se ben strutturate sono un notevole arricchimento della propria tesi. Naturalmente è delicato il discorso dell'autenticità di queste fonti, che va sempre verificata.
  • Fonti secondarie: libri, saggi, articoli pubblicati su un certo argomento. Costituiscono una base naturale per le fonti primarie, devono sempre integrarle. Sono importanti anche per fornire una panoramica del punto cui si è giunti con gli studi sull'argomento.

I luoghi di consultazione per entrambi i tipi di fonte sono le biblioteche, le emeroteche, per i giornali e le riviste, gli archivi (pubblici e privati), le cineteche, che conservano film e documentari essenziali per certe ricerche storiche o sociali e le meno conosciute, ma non meno utili, fototeche, che custodiscono raccolte fotografiche di vario genere.

Non tutto il materiale è liberamente consultabile, alcune documentazioni lo sono a pagamento.
I documenti relativi alla politica interna ed estera dello Stato possono essere consultati solo cinquant''anni dopo la loro data, mentre le lettere private che contengono riferimenti a persone viventi possono essere rese pubbliche soltanto settant''anni dopo la data in cui sono state scritte.

LA RICERCA BIBLIOGRAFICA

Il docente dovrebbe disporre di una bibliografia di base, in cui indica i testi principali riguardanti l'argomento, indicazioni su dove trovarli e gli autori. Man mano che si consultano i libri, leggendo le note bibliografiche presenti a piè di pagina, o la bibliografia delle opere consultate dall'autore, ci si muoverà con maggiore sicurezza e con informazioni più dettagliate tra le opere riguardanti l'argomento, selezionando man mano ciò che interessa e scartando ciò che conduce fuori strada.
Un'altra soluzione è ritirarsi in biblioteca per consultare i preziosissimi cataloghi per autore, per soggetto o per titolo. È una delle strade più battute dalla maggior parte degli studenti, molto affezionati al colorito giallognolo procurato da una prolungata frequentazione di biblioteche.
Molti non sanno invece dell'esistenza di cataloghi bibliografici in cui, qualcuno prima di noi si è preoccupato di classificare il disparato marasma informativo in cui viviamo e fornire una breve bibliografia per ogni voce di ricerca.

Altrimenti si può ricorrere all'intramontabile strumento delle enciclopedie, così come si possono consultare bibliografie specializzate, annuari di stampa, pubblicazioni periodiche a carattere bibliografico, bibliografie computerizzate per accedere ai cataloghi di altre biblioteche (anche straniere), o cataloghi di libri in commercio, consultabili in librerie e biblioteche.
Per ultimo, ma non per importanza, la rete Internet: è diventato uno strumento fondamentale per ottenere importanti informazioni da tutto il mondo. Armandosi di un pò di pazienza e di nozioni di navigazione e di ricerca, si potrà accedere a una miriade di informazioni difficilmente reperibili altrimenti: dall'accesso alle più importanti biblioteche universitarie e non, a banche dati in formato elettronico, ai centri di ricerca, alle librerie digitali, a glossari e vocabolari di ogni tipo e lingua.
Tanto più la bibliografia è ampia e accurata, tanto più si è sicuri che la stesura della tesi procederà speditamente. Per valutare la bontà della propria bibliografia iniziale, l'esperienza del docente è fondamentale. Si cercherà di valutare il materiale che si è raccolto senza leggerlo tutto, altrimenti i tempi della tesi potrebbero allungarsi notevolmente; a volte una rapida occhiata all'indice è sufficiente per capire l'adeguatezza di un libro rispetto ai propri argomenti.

LA SCHEDATURA DEL MATERIALE

È la fase che precede la redazione del testo. Prevede un lavoro di selezione e sistemazione del materiale raccolto. Si potrà suddividere la documentazione di cui si dispone per argomenti, tramite la preparazione di schede bibliografiche. Queste servono appunto per catalogare testi di ogni genere ordinandoli per autore (nome per esteso o pseudonimo), o per curatore.

Per ogni scheda di un libro va riportato il titolo e l'eventuale sottotitolo del frontespizio (e non quello della copertina, a volte scritto in forma abbreviata rispetto all'originale), il luogo e l'anno di edizione, l'editore, l'edizione consultata, il numero di volumi (se l'opera è sviluppata in più volumi), curatore e traduttore, numero di pagine, le proprie annotazioni e la sigla della biblioteca in cui il testo è stato consultato oltre alla sua collocazione.

Se la scheda bibliografica riguarda un articolo di rivista, oltre all'autore va riportato il nome della rivista stessa, il numero e il fascicolo, il mese e l'anno di pubblicazione e il numero di pagina.
Se invece riguarda un articolo di giornale, bisogna indicare oltre ai consueti nome e cognome dell'autore e titolo, l'occhiello (cioè la parte sottostante il titolo), eventuali sottotitoli, il nome del giornale dal quale l'articolo è tratto, la città, giorno, mese e anno e il numero di pagina.
In una scheda bibliografica di una voce di dizionario o di enciclopedia, bisogna riportare il nome e cognome dell'autore, la voce, in corsivo, il nome del dizionario o dell'enciclopedia, il volume, la città e l'anno di pubblicazione, l'editore e il numero di pagina.

LE SCHEDE DI LETTURA

Man mano che si passano al vaglio i testi, sarà utile redigere delle schede di lettura che riassumono i contenuti, in cui si annotano gli appunti sui testi consultati e le informazioni utili ricavate durante la lettura. Queste schede si divideranno per argomento e si attribuirà loro un titolo.
Solitamente queste schede sono un concentrato di abbreviazioni per aumentarne la sinteticità ed essere ugualmente precise. Oltre alle specifiche su autore e titolo, le schede riporteranno dunque i concetti basilari del testo. Schede particolari sono quelle riguardanti le idee e le ipotesi di lavoro e quelle delle citazioni: si tratta di documenti in cui si annotano riflessioni, schemi provvisori di lavoro e citazioni di diversi autori su certi argomenti (riportando il testo dal quale sono state tratte).

La stesura del testo

Dai presentatori Tv, al Presidente della Repubblica, al Papa, fino all'ultimo dei comuni mortali, tutti abbiamo fatto ricorso ad uno strumento magico nella costruzione di un testo, soprattutto se destinato all'esposizione orale: la scaletta. Nella preparazione della tesi la scaletta è fondamentale, per stabilire la struttura dei capitoli e dei sottocapitoli e definire un indice provvisorio. Così come sono fondamentali anche le impostazioni dell'impaginazione.

L'IMPAGINAZIONE DEL TESTO

Per l'impaginazione del testo, una volta seguite tutte le disposizioni accademiche dettate dalle segreterie di facoltà, rimane ben poco spazio per la creatività personale.
Le regole generali sul formato della pagina, da integrare con le disposizioni proprie delle singole facoltà, sono le seguenti: il testo deve essere scritto su fogli bianchi formato A4 (21x29,7 cm), utilizzando l'allineamento giustificato e lasciando una distanza di 4,5 cm come margine sinistro per la rilegatura, almeno 2,5 centimetri come margine destro, mentre per il margine inferiore e superiore la distanza deve essere almeno di 3,5 cm.
Il numero di righe per pagina è di 30-32 da 65-70 battute l'una, righe separate da un'interlinea di 1,5 o 2. I caratteri sono di dimensione compresa tra i 12 e i 14 punti. Si possono inserire dei rientri nel testo giustificato. Le pagine vanno numerate progressivamente, nella parte bassa.
Nelle tesi molto lunghe e articolate è possibile inserire i titoli correnti, cioè ripetere in alto a destra, in ogni pagina, o il titolo del capitolo per esteso (se è breve) oppure una parte di esso; quest''indicazione serve al lettore per orientarsi meglio. Per certe facoltà è richiesto anche un abstract riassuntivo dell'elaborato nel formato richiesto dalle Segreterie e un'autorizzazione alla consultazione della tesi.
Le stampe della tesi si effettueranno con una stampante a getto d'inchiostro o laser per garantire una buona qualità.
ATTENZIONE!
Microsoft Office 97 mette a disposizione un modello di tesi di laurea cui si può accedere per avere l'idea di un'impostazione possibile della tesi. Se non lo si è già trovato creando un nuovo documento vuoto, tra i modelli disponibili, lo si troverà nel cd d'installazione alla sezione \VALUPACK\MODELLI\WORD\Tesi.dot.
Se poi proprio non volete alzarvi dalla sedia, allora, solo per questa volta, lo stesso modello ve lo riportiamo noi. Potete raggiungerlo cliccando di seguito:
Modello di tesi di laurea di Office 97 (documento di Word dimensione 36 Kb).

LE PARTI CHE COMPONGONO LA TESI

Ci sono alcune parti basilari che non possono essere omesse e sono:
o il frontespizio
o l'indice generale
o l'introduzione
o il corpo del testo e le conclusioni
o la bibliografia finale.
Il frontespizio è la prima pagina dopo la copertina; le segreterie di facoltà forniscono in genere un facsimile del frontespizio con le indicazioni necessarie. In ogni caso, esso deve sempre contenere: la dicitura Università degli Studi seguita dal nome della città in cui si trova, il tipo di facoltà, il corso di laurea, il titolo e l'eventuale sottotitolo (in maiuscolo). Molte facoltà riportano anche, sotto al titolo, l'indicazione della materia (Esempio: Tesi di Laurea in Letteratura Italiana). Tutte queste indicazioni si riportano l'una sotto l'altra, al centro della pagina.
A destra, sotto il titolo, andrà posizionato il nome del relatore (Esempio Relatore: Chiar.mo Prof. Luigi Borghi), mentre sulla stessa riga, ma a sinistra, il nome del laureando. Infine, di nuovo al centro, in basso, andrà l'indicazione della sessione e dell'anno accademico in cui ci si laurea.
Esempio di frontespizio (documento di Word dimensione 40 Kb)
Al frontespizio, segue l'indice generale, formato dall'elenco dei titoli dei capitoli e dei sottocapitoli (o paragrafi) che compongono il testo, ognuno accompagnato dal rispettivo numero di pagina sulla parte destra della pagina. Basta guardare qualsiasi libro che possieda un indice, per avere un'idea di come costruirlo. Non va sottovalutata la sua importanza nel fornire un quadro complessivo della tesi e per delinearne la struttura, al potenziale pubblico quanto a se stessi, già in fase iniziale. Il fatto di porre l'indice all'inizio assicura infatti una panoramica del lavoro svolto prima di predisporsi alla lettura.
Esempio di indice (documento di Word dimensione 38 Kb)
L'apertura vera e propria della tesi è rappresentata dall'introduzione. Delinea in modo generale lo schema della tesi, spiega in sintesi la scelta del titolo, riassume l'argomento in breve, i concetti fondamentali impiegati e i termini tecnici eventualmente utilizzati. L'introduzione va scritta alla fine del lavoro di redazione del resto della tesi, perché è necessario appunto possedere un quadro complessivo degli argomenti trattati oltre l'esito generale della ricerca effettuata.
Il corpo centrale della tesi deve essere suddiviso in capitoli e sottocapitoli dotati di numeri progressivi per facilitare i rinvii interni ed esterni al testo e corredato di titoli in grassetto di tipo descrittivo-informativo.
La stesura del testo inizierà dagli elementi più semplici o più precisi e la ricerca si raffinerà alla luce delle conoscenze acquisite man mano.
In questa fase di redazione è necessario compiere una verifica approfondita delle informazioni raccolte e della loro attendibilità, confrontando, se necessario, più fonti. Nel caso in cui si trovino elementi in contrasto con le asserzioni riportate nella tesi, si possono fornire argomentazioni efficaci ai propri enunciati, motivandone la scelta. Nel caso si riportino anche opinioni personali, giudizi, critiche, si deve cercare di esprimerli nel modo più impersonale possibile, piuttosto che in prima persona, utilizzando formule del tipo "Si deduce che", piuttosto che "Io credo che".

La sezione "Bibliografia"

La bibliografia raccoglierà tutti i testi, libri e articoli che, durante la preparazione della tesi, si sono raccolti, schedati e utilizzati per la consultazione.
Va collocata alla fine del testo, intitolandola "Bibliografia". Per chiarezza si consiglia di dividerla in sezioni per tipologia di documento consultato. Si potrà introdurre una sezione per le fonti primarie, una per quelle secondarie, una per le riviste, un'altra per i dizionari.
I testi di ogni gruppo devono essere ordinati per cognome degli autori, in ordine alfabetico, controllando l'esattezza di tutti i testi riportati affinché siano identificati senza equivoco.

ELEMENTI CHE COMPONGONO LA BIBLIOGRAFIA.

Nomi e cognomi degli autori. Ci sono alcune regole da seguire nel riportarli: nome e cognome dell'autore vanno scritti per esteso. In questo si presterà attenzione alle particelle nobiliari e alle preposizioni che non si considerano come appartenenti ai cognomi: Balzac, Honoré de, Leibniz, Gottfried Wilhelm von, Maupassant, Guy de ecc... Diverso è il discorso delle preposizioni con l'iniziale in maiuscolo, che vanno comprese nel cognome: De Sanctis, Francesco, Della Casa, Giovanni ecc... Per i nomi anglosassoni, americani e francesi non va confuso il secondo nome con il cognome, si dirà: Poe, Edgar Allan e non Allan Poe, Edgard. Nei nomi doppi spagnoli, invece, il secondo nome fa parte del cognome e va quindi considerato per l'ordine alfabetico: si dirà García Márquez, Gabriel e non Márquez, García Gabriel; i cognomi doppi invece solitamente sono uniti da un trattino, come Lévi-Strauss. Meglio non italianizzare i nomi stranieri, a meno che non siano italianizzati secondo antica tradizione: Kafta, Franz rimarrà tale, ma Bacone si userà al posto di Bacon. Per gli autori antichi e medievali, si può omettere il cognome, come Dante, Orazio. Per gli autori stranieri con nome scritto con un alfabeto diverso, si potrà effettuare un'opera di traslitterazione: ovvero si sostituiranno le lettere originali (magari russe o greche), con quelle equivalenti dell'alfabeto italiano. Se gli autori di un testo sono due, devono essere indicati nell'ordine in cui compaiono nel frontespizio. Se sono più di due, si riporta abitualmente solo il primo e si aggiunge la dicitura e altri.

Titolo e il sottotitolo. Il titolo e il sottotitolo, vanno ricavati dal frontespizio e non dalla copertina e se sono presenti più testi di uno stesso autore vanno disposti in ordine cronologico, guardando la data di pubblicazione e omettendo la ripetizione del nome dell'autore sostituito da virgolette o da Idem (abbreviato con Id.).

Successivamente si riporterà il luogo di edizione, che è rappresentato dalla sede (o le sedi se sono più di una) della casa editrice e non dalla città in cui il libro è stato stampato, lasciando il nome originale se pubblicato all'estero. Se l'indicazione del luogo manca, si scriverà senza luogo (solitamente abbreviato in s.l.).

Si proseguirà con l'indicazione della casa editrice: il nome, tenendo presente che se la casa editrice porta il nome di una persona, basterà scrivere il cognome, l'anno di edizione consultata, oltre al volume (o volumi) se l'opera è in più volumi e il nome del traduttore e il nome del curatore dell'eventuale edizione critica del testo.

Il numero delle pagine del libro: se di un testo si è consultata una parte soltanto, si potrà riportare il numero delle pagine effettivamente consultate.
Le informazioni riportate devono essere separate da virgole, mentre ogni indicazione bibliografica completa deve essere seguita da un punto.
Un distinzione va fatta per i saggi e le ricerche contenute in opere collettive (anche in più volumi), per i quali va riportato:

  • nome e cognome dell'autore, per esteso
  • titolo e sottotitolo del testo, in corsivo

nome della collana di appartenenza, tra virgolette basse, preceduto dalla preposizione in nome e cognome del curatore dell'opera collettiva, accompagnato dalla dicitura a cura di.

titolo dell'opera collettiva, in corsivo | numero del volume, se è in più volumi | luogo di edizione, la casa editrice, l'anno di edizione e il numero delle pagine.

Un esempio completo di saggio appartenente ad un'opera collettiva:

  • Cassola, Filippo, L'organizzazione politica e sociale della repubblica romana, in "Antica Madre, collana di studi sull'Italia antica", a cura di Giovanni Pugliese Carratelli, Roma e l'Italia radices imperii, 3 voll., Milano, Scheiwiller, 1990, pp. 1-40.

Per indicare gli articoli contenuti in riviste specializzate, bisogna riportare:
cognome e nome dell'autore, entrambi scritti per esteso. | titolo dell'articolo, scritto in corsivo. | nome della rivista, scritto tra virgolette basse e preceduto dalla preposizione in | numero (n.) del volume e/o del fascicolo | mese e l'anno di pubblicazione, tra parentesi tonde | numeri di pagina.

Nelle indicazioni bibliografiche si possono utilizzare delle abbreviazioni standardizzate, riferendo magari l'elenco in ordine alfabetico, di tali abbreviazioni. Per sapere quali sono, si possono consultare dizionari, enciclopedie, annuari bibliografici e periodici di stampa italiana.

Elementi facoltativi

Nella tesi di laurea si possono inserire alcuni elementi facoltativi, in base all'argomento e al tipo di trattazione svolta. Tra questi elementi, troviamo:

  • la premessa, che presenta quelli che sono gli obiettivi del lavoro, i metodi di ricerca ed, eventualmente, i ringraziamenti. Le pagine della premessa possono essere contrassegnate da numeri romani, in modo da distinguerle dal resto del testo.
  • l'elenco delle abbreviazioni e dei simboli utilizzati nel testo della tesi, solo se si tratta di simboli insoliti, non convenzionali. Tale elenco va inserito all'inizio, prima dell'introduzione. Il consiglio è di non abusare di sigle, per non rendere il testo illeggibile.
  • grafici, tabelle e illustrazioni, invece, si utilizzano solitamente in tesi di carattere tecnico e scientifico. Le tabelle vanno numerate e sono accompagnate da un titolo e da una didascalia che ne presenti brevemente il contenuto. Si può istituire anche un indice delle figure, se sono molteplici.
  • appendici che sono delle precisazioni o approfondimenti degli argomenti trattati che non vengono comprese nel corpo del testo per non sovraccaricarlo. In appendice si possono inserire anche testi originali che erano stati citati soltanto nel corpo della tesi, o tabelle di più pagine, digressioni, opinioni diverse da quelle sostenute nella tesi. In sostanza in appendice va inserito tutto quello che avrebbe provocato un'interruzione del discorso generale della tesi, ma che comunque merita di essere menzionato o sviluppato. Anche alle appendici si attribuirà un titolo e una lettera maiuscola in grassetto per la loro classificazione (Esempio: Appendice A. La scienza in Gadda; Appendice B. Contini e Gadda). Le appendici vanno inserite tra il corpo del testo e la bibliografia generale e vanno riportate in indice.
  • il glossario il quale spiega brevemente gli eventuali termini tecnici che compaiono nel testo, con l'esclusione dei termini specifici della propria disciplina la cui conoscenza si da per scontata. Le parole del glossario si ordinano alfabeticamente e si può riportare il numero di pagina in cui ci si riferisce ad essi.

Le citazioni

Le citazioni sono uno degli strumenti maggiormente utilizzati nelle tesi di laurea. Servono a dare conferma alle proprie tesi e testimonianza diretta del pensiero di un autore.
La loro caratteristica fondamentale è quella di essere fedeli, ovvero trascritte alla lettera dall'originale (ebbene sì, con tanto di errori ortografici, se presenti, aggiungendo la parola latina [sic], che significa "così", dopo la parola errata). Anche i tempi dei verbi vanno mantenuti invariati anche se contrastano con i tempi utilizzati nella propria tesi, facendo precedere la citazione da un frase come "l'autore afferma, nel suo romanzo...", "lo scrittore dichiara a questo proposito..." o "affermò lo scrittore...", Le citazioni sono uno degli strumenti maggiormente utilizzati nelle tesi di laurea. Servono a dare conferma alle proprie tesi e testimonianza diretta del pensiero di un autore.

Attenzione!

Le citazioni vanno copiate dal testo originale e mai da altre citazioni, le quali potrebbero essere state modificate da chi le riporta senza scrupoli di sorta nell'evidenziare le manipolazioni effettuate.
Dove vanno inserite, infine, le citazioni? Nel corpo del testo se sono costituite da una breve frase o da pochi versi. Le citazioni vanno sempre messe tra virgolette con il nome dell'autore tra parentesi tonde. Se si tratta di versi vanno posti tra virgolette alte e separati da sbarretta ( "M''illumino / d'immenso"). Se sono piuttosto lunghe, invece, vanno inserite fuori dal corpo del testo. In particolare un brano di prosa si suggerisce di metterlo a cinque battute dal margine sinistro della pagina, in caratteri più piccoli del resto del testo e senza virgolette, riportando sull'ultima riga l'autore e l'opera da cui è stato tratto il brano, tra parentesi tonde.

Esempio:
Ascoltare qualcuno che legge ad alta voce - scrive Calvino - è molto diverso che leggere in silenzio. Quando leggi, puoi fermarti o sorvolare sulle frasi: il tempo sei tu che lo decidi. Quando è un altro che legge è difficile far coincidere la tua attenzione col tempo della sua lettura: la voce va o troppo svelta o troppo piano. (Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore, cap. IV, p. 67).

Se si tratta di un brano di poesia, invece, va scritto a dieci battute dal margine sinistro della pagina, in caratteri più piccoli rispetto al testo corrente e senza virgolette; l'autore e il luogo della citazione devono essere indicati tra parentesi tonde nella riga sottostante all'ultimo verso della citazione, nella parte destra della pagina, senza segni d'interpunzione dopo la parentesi. Se all'interno di un brano citato vi è un discorso diretto, è meglio introdurlo e chiuderlo con un trattino e non con le virgolette (anche se queste sono presenti nel testo originale). Se la citazione è tratta da un testo scritto in lingua straniera, è necessario fornire la versione originale in nota, indicando il nome del traduttore, se si possiede l'informazione.
Quando anche, per non riportare brani troppo lunghi, si riassumono con parole proprie brani di autori senza citarli direttamente, va comunque specificata la fonte consultata in una nota di rimando, tramite l'abbreviazione cfr oppure tramite una precisazione esplicita interna al testo, del tipo: "Sono d'accordo con il poeta quando dice...".

Nell'ipotesi di titoli di riviste o articoli riportati in una citazione, questi devono essere scritti in corsivo, omettendo eventualisottotitoli: non si dirà, infatti: "Calvino, in Lezioni americane, Sei proposte per il prossimo millennio, scrive che...", ma "Calvino, in Lezioni americane, scrive che...".

Le note al testo

Le note al testo

Le note al testo hanno la funzione di fornire indicazioni bibliografiche, oppure di indicare un rinvio a un elemento interno o esterno al testo, aggiungere brevi informazioni per chiarire certi punti del testo o fornire traduzioni di testi stranieri citati in originale nel corpo della tesi, o viceversa.

Per facilitarne la consultazione, si consiglia di mettere le note a piè di pagina, con gli opportuni numeri di riferimento (progressivi e azzerati all'inizio di ogni capitolo) e non alla fine di ogni capitolo o di tutto il corpo della tesi. Siccome comunque rappresentano un'interruzione, meglio non abusare di questo strumento, utile per aumentare la comprensione, ma fonte di discontinuità.

I numeri di rimando delle note s''inseriscono tra parentesi tonde e si collocano alla fine della citazione o della parola alla quale la nota si riferisce; un'altra opzione è mettere la nota in apice piuttosto che tra parentesi.

Le note bibliografiche

Le note bibliografiche sono fondamentali per identificare i testi citati nella trattazione; vanno compilate con criterio omogeneo e con la massima precisione. Solitamente forniscono notizie parziali sui testi citati, poiché la trattazione completa di tali notizie viene fornita nella vera e propria bibliografia finale.
Le note riportano quindi soltanto l'iniziale del nome e il cognome dell'autore, (attenzione all'ordine: sempre prima il nome), il titolo dell'opera, in corsivo, eventuale curatore, traduttore, luogo e data di edizione e il numero di pagina in cui si trova il brano citato. Si può tralasciare il sottotitolo.
Le note possono essere trattate in altro modo, previo accordo con il docente.
Per più note di una stessa opera, le indicazioni vanno fornite una volta soltanto, nelle note successive oltre alla prima, basta scrivere Ivi e il numero di pagina, mentre se vi sono altri riferimenti in note successive alla stessa pagina dello stesso testo, si può scrivere, in corsivo,

Ibidem (solitamente abbreviato in Ibid.), che significa 'nello stesso luogò.

Esempio:
(1) C. E. Gadda, L'Adalgisa, Milano 1985, p. 23.
(2) Ivi, pp. 79-109.
(3) Ibid.

Se lo stesso testo è citato in note che si trovano in pagine diverse, si può usare, per non riscrivere per intero la citazione, l'abbreviazione op. cit. (cioè opera citata), in corsivo:
(3) op. cit., p. 12.

Se sono stati citati nelle note più libri di uno stesso autore e se uno di questi è citato più volte (sempre in pagine diverse), è opportuno riscrivere l'indicazione bibliografica per intero.
Se si vuole ricordare al lettore un testo già citato senza riportare per intero l'indicazione bibliografica, si può scrivere nome e cognome dell'autore, titolo in corsivo, e cit. (cioè citato) aggiungendo il numero della pagina in cui è stato citato il testo al quale ci si riferisce:
(10) I. Calvino, Il barone rampante, cit. p. 58.

Evoluzioni nella discussione della tesi: la tele-tesi

Concludendo, speriamo di aver risolto, almeno in parte, i disagi che inevitabilmente i laureandi incontrano in fase di tesi. Il panorama universitario è in fase di forte rinnovamento, sicuramente le disposizioni riguardanti la tesi di laurea verranno stravolte con l'introduzione del sistema dei crediti come unità di misura del "carico di apprendimento".

Basti pensare alla possibilità di realizzare una tele-tesi, che non è più fantascienza: uno studente della Facoltà di Economia e Commercio di Verona ha spianato questa strada, presentando una tesi riguardante le modalità del telelavoro e la sua trattazione da parte delle politiche europee.

L'ormai laureato Simone Paiusco, ha cercato di dimostrare come si possa ovviare alle problematiche legate ai tempi di raccolta del materiale che si affrontano solitamente con le modalità tradizionali, evitando spostamenti, lunghe attese, tempi morti, tramite la raccolta della maggior parte del proprio materiale da Internet: posta elettronica, videoconferenze, collaborazioni in rete con gli esperti di settore sono state le sue armi di difesa contro i tradizionali problemi logistici di gestione della fruizione dell'informazione. La sua proposta è quella di una tesi on-line come allegato virtuale, di impatto più immediato, della tradizionale tesi cartacea. Naturalmente, i problemi non sono mancati anche in questa modalità di preparazione della tesi, ad esempio nella consegna che prevedeva un cambiamento di password e l'adozione di un sistema di crittografia che garantisse un impedimento ad ulteriori accessi e modifiche alla tesi. Si tratta solo di implementare questi sistemi nel caso, auspicabile, che questo sistema di preparazione della tesi prenda piede.

La discussione della stessa tesi, è avvenuta da casa del candidato, in teleconferenza. Una soluzione da considerare per tutti i disabili, ad esempio. Speriamo dunque che esperienze positive come questa siano ripetibili e che il motto del futuro sia: tesi virtuale, laurea reale!

Dunque, per le tesi del futuro, mettete in conto nel tempo dei preparativi dell'esposizione anche quello per riordinare il salotto e passare l'aspirapolvere al tappeto, oltre che farvi prestare una buona quantità di libri da esporre in libreria in modo che spuntino ben visibili dietro le spalle, all'accensione della telecamera. E indossate un abito a strisce verticali che, si sa, le telecamere ingrassano!

Testi consigliati

Manuali generali

Come si fa una tesi di laurea
Eco Umberto ; Bompiani € 12,91

Guida alla tesi di laurea
Piero Melograni; Bur

Come scrivere una tesi di laurea col personal computer
Claudio Pozzoli; Bur

Progettare il futuro. Tesi di laurea con dignità di pubblicazione
Bini Marco; Taddei Domenico ; Alinea € 31,00

Norme per la redazione delle tesi di laurea
Ubertazzi Alessandro ; CUSL (Milano) € 4,65

Il nuovo manuale di stile. Guida alla redazione di [...] tesi di laurea
Lesina Roberto ; Zanichelli € 32,30

Guida alla tesi di laurea
Fiorentino Fernando ; ESD € 8,26

Piccola guida alla tesi di laurea
Corsetti Carlo ; Aracne € 2,58

Come si scrive la tesi di laurea
Meloncelli Achille ; Maggioli Editore € 12,39

Alceo. Tesi per la laurea
Pascoli Giovanni ; CLUEB € 8,78

Guida alla tesi di laurea col personal computer
De Francesco Corrado ; Franco Angeli € 8,78

Manuali specifici

La tesi di laurea in lingua e letteratura inglese
Boratto Paola ; Cooperativa Libraria IULM € 7,75

Lezioni di storia sociale. Vol. 1: Storiografia e nuova storia. La tesi di laurea.
Volpe Francesco ; Edisud Salerno € 15,49

Guida alla tesi di laurea in economia aziendale
Brusati Luca; Rondo Brovetto Paolo ; EGEA € 11,36

Tecnica, metodo e progetto. Undici tesi di laurea in architettura
Alinea € 11,50

Facoltà di architettura. Tesi di laurea con dignità di pubblicazione a. a. 1997-98
Alinea € 20,70

Consigli pratici per una tesi di laurea. Letterature straniere
Le Lettere € 12,91

Consigli pratici per una tesi di laurea. Discipline economiche, giuridiche, aziendali
Le Lettere € 12,91

Consigli pratici per una tesi di laurea in scienze filologiche e del linguaggio
Le Lettere € 12,91

Guida pratica alla tesi di laurea in germanistica
Dilk Enrica Y. ; ISU Università Cattolica € 4,50

Studiare fisica all'università. Dal primo esame alla tesi di laurea
Monforti Ferrario Fabio ; Sansoni € 13,00

La tesi di laurea in scienze giuridiche
Giupponi Tommaso F.; Morrone Andrea; Tega Diletta ; Libreria Bonomo Editrice € 10,00

Esercizi di scrittura. 33 tesi di laurea in architettura (1995/2000)
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